I costi reali di un sito Web


Spesso le persone e le aziende che commissionano un sito non sono consapevoli di quanto lavoro sia necessario anche DOPO lo sviluppo del sito stesso, e restano sorpresi di fronte alla richiesta, da parte di chi ha fornito il sito, di un canone annuo di gestione in aggiunta a quello del rinnovo del nome di dominio e hosting.

Per evitare di usare terminologie particolarmente complesse e tecnicismi non immediatamente comprensibili ai lettori che non sono del settore (ovvero la maggior dei titolari di un sito o aspiranti tali), ricorreremo a quella che amiamo definire ‘la metafora dell’automobile’, grazie alla quale potremo rendere con più chiarezza un’idea della quantità di lavoro implicito nell’esistenza stessa di un sito Web.

Quando si acquista un’automobile, si è già consapevoli che dovrà essere versata annualmente una quota relativa al bollo e commisurata alla cilindrata/potenza del veicolo acquistato. Nel caso di un sito Web, questa quota annuale corrisponde al rinnovo del nome di dominio e dell’hosting (lo spazio in cui è ospitato il sito e che gestisce servizi come la posta elettronica o il database MySQL). Tale quota è diversa per ogni sito, essendo quest’ultimo legato a particolari prestazioni che ne determinano il costo. Il rinnovo annuale del nome di dominio e dei servizi di hosting va eseguito entro la naturale scadenza, e qualora si commissioni tale compito a un’agenzia oppure a un professionista sarà necessario retribuire il tempo investito nell’operazione, in quanto affidandola a terzi si evita di farlo personalmente.

Chi acquista un’automobile, inoltre, è anche consapevole del fatto che questa richiederà una manutenzione periodica affinché si possa viaggiare senza l’ansia di ritrovarsi in panne da un momento all’altro nel corso di un viaggio, o persino ritrovarsi coinvolti in un incidente (dovuto per esempio allo stato di alcuni elementi come pneumatici, freni, fari, elementi del cambio, ecc.). Le operazioni di manutenzione sono svolti, in parte, dal proprietario stesso dell’auto, e in parte sono delegati, dietro compenso, a personale qualificato che può essere rappresentato dagli inservienti delle stazioni di servizio a dal personale di autofficine, overo meccanici , elettrauto e gommisti. In alcuni casi si rivela necessario un ‘aggiornamento’ dei componenti, come nel caso di gomme/pneumatici, oppure di elementi relativi all’impianto elettrico (per es. un faro), ai freni, alla cinghia di trasmissione, e così via. Così come l’automobile, anche un sito Web richiede una forma di manutenzione, soprattutto con l’utilizzo odierno dei CMS e dei relativi componenti che permettono di estenderne le funzionalità, elementi che richiedono un frequente aggiornamento affinché sia mantenuta la stabilità dell’intero sito. Come per l’auto, quindi, anche per il sito la manutenzione ha un costo in quanto eseguita da personale specializzato, a meno che il titolare del sito non ritenga di avere le competenze giuste e decida di eseguire tali operazioni in piena autonomia, assumendosene in toto le responsabilità.

Inoltre, chi acquista un’automobile è di certo molto attento all’aspetto della sicurezza, quindi stipula un’assicurazione in grado di coprire gli incidenti (ma anche furti e altri atti criminosi) a danno del suo veicolo. L’assenza di una polizza assicurativa provoca, oltre a sanzioni di vario grado o in alcuni casi addirittura il sequestro del veicolo, anche l’assunzione dell’intero carico di spesa che dovesse risultare dal danno o dal furto del veicolo. Un sito Web può essere, come l’auto o qualsiasi altro bene, danneggiato o addirittura distrutto o reso inutilizzabile, e in taluni casi ‘rubato’ se l’attacco da parte dei pirati informatici è stato condotto con l’obiettivo di sfruttare il sito per dirottare il suo pubblico verso altri siti Web che sono spesso di dubbia natura (siti per il gioco d’azzardo, siti porno o persino siti con propaganda terroristica). Tali attacchi sono sempre di più all’ordine del giorno e i tentativi compiuto dai pirati informatici per accedere in modo fraudolento al codice del sito e modificarlo hanno un’altissima frequenza (avvengono infatti più volte al giorno). Di conseguenza, se non si provvede a un’adeguata operazione periodica di ‘backup’ (creazione di copie del sito memorizzate su altri server e offline) e di una adeguata ‘blindatura’ in grado di prevenire e scongiurare gli attacchi appena descritti, si rischia di assistere agli effetti disastrosi degli attacchi informatici  andati a buon fine, effetti che spaziano dalla ‘schedatura’ del sito come malevolo da parte dei motori di ricerca (che ne ‘oscurano’ quindi la visibilità e rendendolo inaccessibile al pubblico e mostrando al suo posto un avviso di pericolo), alla sua cancellazione dai risultati delle ricerche (eventualità disastrosa per qualunque attività online), fino al danneggiamento del sito stesso che in taluni casi si rivela irreversibile nel caso non si abbia a disposizione almeno una copia di sicurezza valida e recente.

Ricapitolando, i costi PERIODICI che il titolare (non utilizzo il termine ‘proprietario’ per ovvi motivi) di un sito Web deve sostenere dopo lo sviluppo del sito, sono tre:

  1. operazioni e canoni di rinnovo del nome di dominio e dei servizi di hosting
  2. manutenzione periodica (e tempestiva in caso di vulnerabilità segnalate) di aggiornamento e backup della piattaforma su cui il sito è basato e di tutti i suoi componenti
  3. messa in sicurezza e prevenzione dei danni che potrebbero essere causati da malfunzionamenti dell’hosting e da attacchi ad opera di ciber-criminali (pirati informatici)

Tutti i costi sopra elencati variano, come abbiamo giò sottolineato, in funzione del servizio di hosting e registrazione del dominio su cui il sito è basato e delle tariffe di chi fornisce i servizi di manutenzione e sicurezza. Ai costi elencati, inoltre, si dovranno naturalmente aggiungere quelli relativi all’aggiornamento dei contenuti (foto, listini, ecc.), che sono invece da preventivare di volta in volta a seconda delle esigenze e richieste del cliente.

Se il sito non è gestito come ‘servizio’, ma è piuttosto fornito al cliente nella sua interezza in qualità di ‘prodotto’, il cliente potrà sentirsi libero di affidare i servizi appena descritti ad altri fornitori o di gestirli in autonomia, svincolando in tal caso del tutto il fornitore/gestore precedente e assumendosi di conseguenza, come abbiamo già evidenziato, tutte le responsabilità derivanti da una gestione autonoma oppure dall’affidamento della stessa ad altri fornitori di servizi e di hosting.

Naturalmente le problematiche e gli aspetti legati alla fornitura e gestione di un sito variano da un caso all’altro, e offrono innumerevoli spunti di discussione e riflessione, pertanto siete invitati a commentare ed esprimere il vostro parere o raccontare le vostre esperienze.